A volte accadono spontaneamente sprazzi di consapevolezza, squarci di luce nel buio dell’incoscienza più fitta. In quei rari momenti ci rendiamo conto della nostra condizione di animali in gabbia che hanno perso fierezza e dignità. E allora ci assale un ribollio di frustrazione e di rabbia, ci viene voglia di spaccare tutto… ma ci rendiamo conto di quando dannoso e inutile sia dar sfogo alla violenza accumulata. Come per incanto realizziamo che c’è un modo diverso di uscire dalla gabbia: ci mettiamo così in contatto con il nostro corpo, l’unica cosa reale e vera di cui disponiamo, l’unico vero tramite tra noi e quel che veramente siamo, la nostra essenza. E così arriva la pace e, con la pace, arriva la libertà.

 

Umanamente posso…


Con l'anima in subbuglio per quello che mi fanno
me la prendo con gli altri e presto me ne pento
ma non serve né a me né a loro

Uscire dal labirinto dalla ragnatela dal buco
umanamente ammissibile umanamente possibile

Ora mi quieto e sono calmo e ascolto i miei rumori

ora

posso passarmi la lingua tra le labbra e inumidirle
grattarmi e toccarmi

posso mordermi le unghie e sentirmi la lingua
sui polpastrelli una riga umida

posso stringere i denti e le gambe e le spalle
sentirmi scricchiolare le ossa di antica ruggine

posso sentire l’aria penetrarmi il naso e i polmoni
di antiche vitali sottili vibrazioni

posso alzarmi e correre e divorare le distanze
in un solo abbraccio degli occhi

posso sentirmi il sangue attraversarmi in tutte
le direzioni e parlarmi di me

posso perfettamente sentirmi il cervello in mille
e mille spilli guizzanti pronti a schizzare
e schizzano via che è un piacere.