poetastro

Un poetastro da strapazzo
s'era messo in testa
di capovolgere tutto.

Scriveva intanto dal basso verso l'alto
e da destra verso sinistra
non contento di questo ogni tanto
scriveva obliquo o circolare
a seconda del caso
poi tutto quello che si scrive maiuscolo
lo scriveva minuscolo
e viceversa. Al posto
dei punti metteva le virgole
e al posto di queste i due punti
il punto esclamativo lo metteva
invece dell'interrogativo e il punto e virgola
ogni volta che si grattava il naso.
E se lo grattava spesso.

Non ancora contento
penso di mettere gli insulti al posto
delle formule di cortesia
e le parolacce e le bestemmie
al posto dell'opposto.
Non ancora soddisfatto
quando componeva appoggiava i piedi
sulla scrivania le mani per terra
la testa penzoloni e scriveva con la bocca
e in poco meno di un mese
era diventato un maestro.
Ma non era ancora soddisfatto
e comincio a fare tutto al contrario:
dormiva all'impiedi e camminava carponi
riposava di giorno e viveva la notte.
Una cosa in un primo tempo non potè fare
farsi penetrare da una fica
ma poi la pensò buona:
si taglio cazzo e palle
e si fece fare il trapianto del sesso.

Diventato donna pubblicò il suo primo romanzo
"latretnaen id annod al"
ma non ebbe successo
perché forse i tempi non erano maturi.
 Arrivò ad un punto poi
dopo avere bruciato il suo terzo romanzo
intitolato "aiccaf ni osses li"
ché gli venne come un’illuminazione
e capì
che la vita comincia con la morte
e la morte con la vita:
si legò al collo un grosso pallone all’idrogeno
e volò al cielo con gli occhi sbarrati
e la lingua di fuori
e nel mentre che moriva
ebbe un solo rimpianto:
se avesse avuto ancora il cazzo
avrebbe sicuramente goduto.

Quando rinacque a miglior vita
si accorse di essere un uomo
ma non era questo che lo rendeva felice.
Campò centoventisei anni
e a chi gli chiedeva la ragione
della sua felicità
rispondeva che tutto era cominciato cento anni prima
con una poesia scritta all'incontrario
ed era per questo
che non aveva più paura della morte.