Il buffone ha finito la sua esibizione
ed ora se ne sta contento
a contemplare se stesso.

Il buffone ha capito di essere un buffone
ne è un po’ compiaciuto forse
ma non ride più adesso
e nemmeno piange:
è perplesso.

Vorrebbe rimettersi a fare capriole
o ricominciare a leccare il culo
ma comincia a stufarsi
intravede l’indirizzo delle sue leccate:
la parte padrona che è in lui.

Il buffone è adesso un po’ stanco
ha le gambe per terra
attorcigliate tra loro
ha le braccia di pezza
e la testa penzoloni
qualcosa s’è inceppato
nel suo meccanismo
era così bravo, peccato!

Il buffone si è riattaccata la testa
si è tolto i guanti
e con le mani di carne
si è riaggiustate le gambe.
Non ha neanche salutato
quando se n’è andato.


Fin da piccoli ci hanno insegnato a compiacere gli altri per cercare di ottenere la loro approvazione, attenzione e affetto. E così abbiamo passato anni e anni alla ricerca dell'approvazione altrui. Ma arriva un momento in cui ci rendiamo conto che questa ricerca non ci ha portati da nessuna parte e, soprattutto, non abbiamo ottenuto la considerazione, l'amore che cercavamo.

Magari sì, abbiamo ottenuto dei piccoli o anche grandi vantaggi materiali; forse nella scalata al successo compiacere i potenti ci è stato di aiuto, ma non ci ha portato nessuna intima soddisfazione se non un conto in banca più cospicuo o l'applauso di persone compiacenti come noi.

Adesso ci stiamo rendendo conto che siamo vissuti in un mondo ipocrita, in una stupida finzione, di essere i pagliacci innanzitutto di non stessi e poi delle persone alle quali abbiamo attribuito il potere di decidere della nostra vita. Questa consapevolezza è amara ma è l'inizio della presa di coscienza della nostra integrità.

A partire da adesso possiamo intraprendere un percorso di consapevolezza e di crescita. Da principio sarà difficile ma ne varrà la pena perché stavolta l'obiettivo da raggiungere è il più grande di tutti: la conquista di noi stessi, del nostro potere personale e della nostra felicità.